Critiche non troppo velate - Spiriti di Stefano Benni

Finalmente un po' di tempo libero e finalmente il tempo di finire Spiriti di Stefano Benni, iniziato e sospeso per via di impegni pressanti. Lo stile dello scrittore è sicuramente inconfondibile eppure qualcosa mi ha fatto storcere il naso.

Spiriti Stefano Benni poster cover




Con la scusa di un mega concerto organizzato dall'Impero, per dimostrare la sua grandezza e l'importanza delle sue guerre, prende forma l'eterna lotta tra gli spiriti e tutto quello che si può definire umano e malvagio: consumismo, ignoranza, lussuria, desiderio, violenza sono tutte incarnate dai vari personaggi del mondo umano, non troppo velatamente ispirati a persone reali, mentre gli spiriti sono di quanto più possibile legato alla Terra possa esistere ed è proprio per via di questa natura intrinseca nelle due fazioni che un evento celebrativo si trasforma nel sentiero verso la fine e l'inizio.

Spiriti Stefano Benni cover 2000
La narrazione di Benni è, come sempre, allegra e scorrevole, attenta a temi importanti e abbastanza funzionale agli eventi da portare avanti la storia mantenendo la sua identità. Ma cosa c'è di diverso in Spiriti rispetto ad altri suoi romanzi (come Margherita Dolcevita o La Compagnia dei Celestini), a parte una trama non proprio originalissima? La cattiveria. Mentre in tutto quello che ho letto dell'autore c'è sempre uno spiraglio di speranza e una critica alla società acutamente nascosta nelle vicende, in Spiriti non esiste la minima possibilità che l'essere umano possa uscirne con la coscienza pulita mentre non c'è la minima voglia di nascondere critiche e comportamenti di persone reali.

Non bisogna andare troppo in là per vedere nei moderisti e moderati due diversi orientamenti politici non troppo lontani l'uno dall'altro, in Gragnocca Gragna la sintesi del mondo femminile basato solo sull'aspetto e in Ciocia, Hacarus, Soldout e Sys Req la sintesi di tutti gli aspetti positivi dei rispettivi campi. Ma lo sfogo di cattiveria si ha anche nei modi in cui gli aspetti negativi vengono tirati fuori: al posto delle solite frecciatine, in Spiriti abbiamo veri e propri momenti di "verità", in cui confessioni, spiegazioni o ammissioni sbattono in faccia ai vari personaggi il loro vero e malvagio io, non troppo lontano dalla concezione che, in fondo, ognuno ha di sé.

Ecco, se c'è qualcosa che in Spiriti mi ha fatto un po' storcere il naso è la mancanza della solita critica intelligente e integrata nella storia invece di un mondo praticamente clone del nostro (o di quello che era nel 2000), con colpe assegnate e verità assolute. Il romanzo resta scorrevole, simpatico e interessante, ma la trama sa un po' di già visto e Benni mi ha abituato a ben altra narrazione.

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