L'uomo nell'alto castello - La svastica sul sole di Philip Dick

Con la produzione da parte di Amazon della serie tv The man in the high castle, si è riportata l'attenzione su Dick e sul suo romanzo La svastica sul sole (così intitolato in Italia, in patria omonimo alla serie) che l'ha ispirata. Prima di vedere la serie in questione ho ben pensato di rileggere il libro, per rinfrescarmi la memoria e poterne parlare senza commettere errori grossolani dovuti a delle dimenticanze, quindi oggi scrivo questo post soprattutto per (ri)conoscere quella che è stata l'opera prima adesso riportata sotto la luce dei riflettori.

La svastica sul sole Philip Dick poster cover




Ci troviamo in America, o in quello che l'America è diventata negli anni sessanta se avesse perso la guerra contro l'asse: gli Stati Uniti non esistono più, divisi tra la costa occidentale di dominio giapponese e la costa orientale di dominio tedesco, con in mezzo gli Stati delle Montagne Rocciose, mentre il mondo ne condivide la sorte. Dalla fine della guerra, i tedeschi si sono dati molto da fare per imporre la propria superiorità su quelli che erano i loro alleati sia a livello tecnologico che bellico fino a soverchiarli anche in missioni spaziali, il tutto grazie ad una rigida dottrina ed una forte mancanza di umanità e di diritti, mentre i giapponesi hanno mantenuto apparentemente un ruolo molto meno aggressivo nei confronti dei vinti, manipolando gli "inferiori" tramite sottili costrizioni e colonizzandoli a livello culturale salvo diventare collezionisti di oggetti di quella cultura che hanno contribuito ad annientare.

La svastica sul sole Philip Dick cosmo serie oro
Il libro ci introduce alla situazione sociopolitica narrandosi dal punto di vista di una manciata di personaggi più o meno connessi tra di loro. Vivremo le vicende e le trasformazioni di Robert Childan, mercante di antiquariato prebellico totalmente sottomesso ai giapponesi, del signor Tagomi, funzionario giapponese per la missione commerciale a San Francisco che verrà usato per la sua posizione, di Juliana Frink, americana con la paura degli uomini che muterà se stessa fino a giungere alla verità, di Frank Frink, ebreo fuggito dall'Europa e costretto a cambiare il suo nome per evitare la deportazione e la morte, e del signor Baynes, ufficialmente in missione a San Francisco per motivi commerciali. Saranno loro ad introdurci al mondo che Dick ha plasmato e saranno loro a mostrarci piccole cose del loro mondo che forse non sono limitate ad un piano puramente letterale. La prima indicazione di una nuova chiave di lettura del romanzo ce la suggerisce la presenza di un secondo romanzo ucronico all'interno del romanzo stesso intitolato The Grasshopper Lies Heavy in cui viene descritto un mondo in cui sono stati gli alleati a vincere la guerra ma comunque un mondo diverso dal nostro, proibito negli stati sotto l'influenza tedesca ma letto dai protagonisti così come il lettore con The Man in the High Castle.

La svastica sul sole Philip Dick l'uomo nell'alto castello
I due romanzi, La svastica e La cavalletta, procedono quasi parallelamente durante la lettura, mostrando nuovi spunti di riflessione o proponendo semplicemente nuove situazioni analizzate dai singoli personaggi nel rispetto della loro linea di pensiero. Senza svelare troppo, per chi (colpevolmente) non avesse ancora letto il libro, gli eventi forzeranno riflessioni interiori e scelte importanti per ognuno dei protagonisti che saranno costretti a compiere una profonda metamorfosi senza la sicurezza del proprio substrato culturale. Forse il personaggio di Juliana sarà quello più importante per il lettore stesso, in quanto arriverà alla fine della sua storia a invitarlo esplicitamente ad una riflessione sulle effettive somiglianze tra il mondo appena conosciuto e quello in cui si vive. È importante sottolineare che La svastica sul Sole sia stata scritta negli anni sessanta, anni di cui racconta e in cui spinge a riflettere tramite La cavalletta, in cui una terza guerra mondiale non era poi così remota e in cui il mondo era diviso in influenze capitalistiche e comuniste. Si potrebbe dire che l'America abbia vinto la guerra se fosse possibile paragonarla con la Germania nazista?

A volerlo analizzare a fondo, La svastica sul Sole propone una quantità di chiavi di lettura e di possibili riflessioni tali da diventare quasi personali e questo la dice lunga sulla qualità del lavoro di Philip Dick, nonostante sia lontano dai suoi soliti canoni (per cui consiglio Ma gli androidi sognano pecore elettriche e, il mio preferito, Ubik). Sicuramente un romanzo da leggere, per quanto ormai fuori dal suo contesto storico e per quanto sia erroneamente classificato come fantascienza, e consigliabile a lettori alla ricerca di qualcosa di impegnativo, qualcosa da interpretare, lontano dal semplice passatempo.

Nessun commento: